CARATTERISTICHE E TEORIA ECONOMICA |
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Il modello EMIP (“Emerging Markets Institutional Persistence”) è stato il primo strumento di
previsione utilizzato dalla Galileo Finance. Elabrorato nella sua versione iniziale nel 1997
grazie a un'intuizione in campo economico-statistico, nel corso del tempo è stato perfezionato
dal team di ricerca e fornisce previsioni sull'andamento a medio termine degli indici azionari
e delle valute di diversi paesi emergenti in Asia, Europa dell'Est e America Latina.
Alla base del modello EMIP vi è una teoria economico-finanziaria, ampiamente studiata in letteratura e nota come “herding behavior”, che, come si deduce dall'acronimo, riguarda il comportamento degli investitori istituzionali esteri. Nei paesi emergenti tali operatori posseggono una significativa quota delle attività finanziarie e, dal momento che tendono a prendere simultaneamente la stessa posizione sul mercato, causano essi stessi gran parte dei movimenti al rialzo o al ribasso. Il sistema di equazioni che costituiscono L'EMIP cerca di prevedere la direzione del flusso degli investitori esteri prima che tale informazione venga resa pubblica nelle statistiche ufficiali di tali paesi. L'output del modello è una previsione netta e dicotomica: variazione attesa dell'indice “positiva” oppure variazione attesa “negativa” |
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(non è mai prevista la posizione “neutrale”), con un
turnover medio intorno ai 4-6 cambi di posizione l' anno.
Il modello può essere classificato tra i modelli direzionali o “trend-following” e ha, pertanto, l'obiettivo di identificare i principali movimenti del mercato di riferimento, con la dovuta attenzione nel ridurre i costi connessi ad eventuali errori. Ciò genera risultati asimmetrici tra le previsioni corrette e quelle non corrette: nel primo caso, si beneficia di un sostanziale movimento del mercato, nel secondo caso, il sistema riconosce prontamente l'errore facendo scattare un meccanismo di stop loss. |